La tradizione, ormai consolidata, narra che nell’aprile del 1001 un nobile conte di Ariano Irpino si reco' nel bosco del Cervaro, per una battuta di caccia. Alle prime luci dell’alba, feri' un capriolo, lo insegui' presso una grande quercia ed avvicinandosi all’albero per prendere la preda, fu avvolto da “bagliori di fuoco”. Il nobile si ritrasse impaurito ed estasiato quando nella luce vide apparire la Vergine Maria che gli chiese di costruire una cappella votiva per la preghiera dei fedeli. Nel frattempo sopraggiunse un pastore di nome Strazzacappa, che vide con stupore i suoi buoi piegarsi come in adorazione dinanzi alla quercia. Con grande meraviglia del conte e del pastore tra i rami dell'albero apparve una statua di legno scuro raffigurante la Madonna con il bambino Gesu'. Si narra che il pastore prese una caldarella votiva di rame, la riempi' d'olio e la appese, dopo averla accesa, a guisa di lampada in onore della Madonna. L'olio duro', inspiegabilmente, per molti anni senza che fosse necessario rifonderlo. Il bosco dell’Incoronata divenne meta di pellegrini che venivano a venerare la sacra icona della Madonna. Le origini del santuario sono da ricercare quando successivamente all’apparizione della Madonna intorno all’anno 1000 sorse una piccola cappella. In seguito i monaci Basiliani ingrandirono la chiesa e fondarono un convento con annessa casa di accoglienza per viandanti e pellegrini. Nel 1140 si stabilirono i Verginiani e nel 1230 circa divennero custodi del santuario i monaci Cistercensi che vi rimasero sino al 1500. La loro operosita' e la dedizione ai pellegrini fecero del santuario uno dei maggiori centri religiosi della Capitanata. Dal XVI secolo divenne commenda cardinalizia, fino al tempo dell'occupazione napoleonica, all'inizio del XIX secolo, tempo di decadenza per il santuario, che riprese vita a partire dal secolo successivo. Nel 1950 il vescovo di Foggia affido' il santuario alla congregazione di don Orione. I pellegrinaggi aumentavano per questo la vecchia chiesa divenne insufficiente. Dopo una lunga fase di studio, nel 1953, si decise di realizzare il progetto dell'ing. Luigi Vagnetti di Roma. I lavori procedettero fra alterne vicende per oltre dieci anni. Finalmente nel 1965 il nuovo tempio, con il suo alto campanile divenne una realta bella e consolante. La nuova basilica si erge dall'antico bosco di querce a vegliare sul Tavoliere delle Puglie, ricco di grani, olivi e vigneti